A.S.D. Skorpions Varese - Squadra di Wheelchair Hockey
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Prima Supercoppa Italiana 01 Ottobre 2007

Wheelchair hockey. La sfida che sconfigge il dolore.

Uliano Conti, il fotografo della manifestazione, ha scritto questa bellissima lettera.

Ogni anno Milano accoglie l'autunno con la settimana della moda, interminabili code di automobili in centro, seguite da orde di addetti ai lavori diretti alle leggendarie sfilate. Fortunatamente in città accade anche qualcos'altro. Qualcosa che riguarda non la "minoranza rumorosa" del glamour, ma individui comuni che la malattia ha reso speciali. Il primo di ottobre si è infatti tenuta al Palalido la finale della primaedizione di Supercoppa Italiana di Wheelchair hockey, l'hockey su carrozzina elettrica praticato da persone con grave handicap motorio, come la distrofia muscolare.
Il match ha visto contrapporsi, tra un pubblico rumoroso e partecipe, gli Skorpions Varese, campioni d'Italia in carica, e i Thunder Roma, primi nella precedente stagione sportiva. L'iniziativa è stata organizzata dal Comune di Milano, in collaborazione con la Federazione Italiana Weelchair Hockey Onlus (FIWH), associazione dedita a una disciplina sempre più diffusa, che vede venti squadre su tutto il territorio nazionale, duecentoventi atleti e dieci regioni rappresentate, un campionato che cresce da dodici anni a questa parte.
Come è noto, ma serve comunque ricordarlo, con il termine generale di distrofia muscolare si indica un gruppo di malattie ereditarie, non contagiose, caratterizzate dal progressivo indebolimento dei muscoli volontari, la degenerazione dei quali è un processo lento, che varia a seconda del tipo di patologia e che, avanzando, porta all'indebolimento della persona e, nelle forme più gravi, alla perdita completa della capacità di camminare e di stare in piedi.
Oltre a manifestarsi per mutazione genetica nel paziente, la distrofia muscolare si trasmette dai genitori (generalmente portatori sani) ai figli.
Il dolore e le difficoltà non hanno impedito il costituirsi delle due squadre sfidatesi a Milano. La prima a formarsi è la Thunder Roma.
Nel 1996, infatti, alcuni ragazzi soci e utenti della sezione laziale della U.I.L.D.M. (Unione Italiana Lotta Distrofia Muscolare) decisero di riunirsi ed allenarsi per giocare a wheelchair hockey.
La storia della varesina, nata "da un sogno nel cassetto" del già capitano della compagine azzurra Claudio Carelli, è rappresentativa della forza d'animo di chi pratica questo sport.
Nel giugno 2003 al momento di iniziare una partita a Besnate, organizzata dalla U.I.L.D.M., "purtroppo, o forse per fortuna", scrive sul sito degli Skorpions capitan Carelli, "mancavano dei giocatori e si chiese a qualcuno degli spettatori di gettarsi nella "mischia".
Vennero "obbligate" quattro persone (Tiziano Fattore, Annamaria Cremona, Luca Mercuri e Gianfranco Santeramo), che costituirono poi il nucleo della formazione.
E' con questo spirito di "gettarsi nella mischia" che tanti hanno iniziato e continuano con successo a giocare a wheelchair hockey, disciplina davanti alla quale è necessario esplicitare un pensiero.
Siamo qui a parlare, in primis, di sport. Non di uno sport destinato/riservato ai diversamente abili.
Uno sport e basta, inteso come "Attività che impegna sul piano dell'agonismo oppure dell'esercizio individuale o collettivo, le capacità fisico psichiche, svolta con intenti ricreativi o come professione".
Questa definizione "da vocabolario" è pienamente realizzata nel match Skorpions Varese - Thunder Roma, così come in tutti gli altri che si disputano in Italia e in Europa.
L'agonismo si manifesta nell'intensità e nei continui rivolgimenti del gioco.
I varesini hanno infatti aperto la gara con un goal dell'attaccante Tiziano Fattore, alla quale ne sono seguiti altri quattro.
Non è bastata la tenacia e la lotta dei Thunder per pareggiare, sebbene due reti abbiano fatto sperare l'agguerrita formazione romana.
Sono però le parole dei giocatori a simboleggiare bene l'impegno messo da tutti per la vittoria, conquistata "con le unghie e con i denti", secondo l'espressione di Claudio.
"Ce l'abbiamo messa tutta. Ha vinto una bella squadra e soprattutto ha vinto lo sport" dichiara a fine partita Marco Lazzari, centravanti e bomber dei Thunder, con uno spirito di fair play da fare invidia agli strapagati idoli calcistici della domenica.
L'esercizio individuale si concretizza nella fatica, nella gioia o nella delusione (polemiche arbitrali comprese) di ogni giocatore, così come negli scambi di indicazioni tattiche, nei gesti rivolti al proprio pubblico si vede lo sforzo corale, il gruppo che lotta insieme, del quale fanno parte anche genitori e parenti, quanto mai umani, partecipi, e tutti vincenti.
Al di là del punteggio, la vittoria più grande è stata quella di ogni componente delle due squadre, dal più piccolo, il romano Marco Ferrazza di appena 12 anni, al più grande, il sessantaquattrenne Michele Rizzi portiere dei Thunder, soprannominato The Wall.
Le capacità fisico psichiche messe in campo sono enormi.
Quasi un'ora di gioco ha mostrato ciò che già era chiaro a tutti solo vedendo schierarsi in campo i giocatori.
La prospettiva di ognuno di loro è quella di un campione, che non bada a se stesso, ma alla squadra e agli altri, sia nel match, che nella vita quotidiana.
Non pensa solo che lo sport può essere utile "A non chiudersi vergognandosi della propria malattia, ma a girare a testa alta per il mondo" , ma anche e soprattutto "Al fatto che vedere il sorriso sulla faccia di questi ragazzi è una gioia incontenibile".
Le parole di Claudio chiedono solo di essere rilette e sottolineate.
Sono infatti testimonianza vissuta e vera di come colui che soffre o che ha sofferto non finisce per pensare tanto a se stesso, ma soprattutto al prossimo suo simile, "Ai miei ragazzi che sono fantastici".
"Capacità fisico psichiche" diventa un termine riduttivo per indicare questo amore verso il prossimo.
Al fine partita dal presidente della Federazione Italiana Wheelchair Hockey, Dottor Antonio Spinelli, arriva un ringraziamento a coloro che vi hanno assistito.
Dovrebbe essere però il contrario, siamo noi a dover ringraziare per la lezione ricevuta, spesso dimentichi dei veri valori, e quindi unici, della vita.

SKORPIONS vs THUNDER 5-2

Il Comune di Milano Assessorato alla Salute e Assessorato allo Sport con la Federazione Italiana Wheelchair Hockey hanno organizzato la prima Supercoppa Italiana il giorno 1° Ottobre 2007 alle ore 10.30 presso il Palalido di Milano in Piazza Carlo Stuparich, 1 si sono incontrati: Skorpions Varese - Thunder Roma Gli Skorpions, battendo per 5 a 2 la squadra Romana, aggiungono al loro Palmares anche la Supercoppa, in evidenza i 5 goal di Tiziano Fattore che era in splendida forma.

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