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Natale
degli Sportivi al Mazda Palace.
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12
dicembre 2005, Milano:
Premiato
il nostro allenatore (vedi foto accanto).
L'arcivescovo ha voluto aprire l'edizione 2005 del «Natale
degli sportivi», tradizio-nale appuntamento svoltosi
quest'anno al Mazdapalace di Lampugnano.
Con lo sport, contro la cultura del potere, Lo sport?
Beh, dovrebbe essere «la risposta alla sfida più
insidiosa, secondo cui "pagando si ottiene tutto":
ma lo sport insegna che i risultati si conquistano con
la fatica».
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Lo
ha detto il cardinale dopo aver perso
3-0 contro
Mancini e Ancelotti.
A calciobalilla. La sfida tra lui e gli allenatori
di Inter e Milan, oltretutto all'indomani del derby
finito come si sa. Naturalmente una festa, anche questa
volta, durante la quale gli applausi e sfottò
che avevano accolto da parte degli oltre 5
mila ragazzi presenti l'arrivo del Mancio e
di Carletto hanno tuttavia lasciato ben presto spazio
al tifo per quella strana partita senza parolacce
né slogan razzisti né insulti all'arbitro:
i due mister da una parte l'interista in attacco,
il rossonero dietro e dall'altra il cardinale,
in attacco anche lui, affiancato dal presidente milanese
del Centro sportivo italiano, Massimo Achini. E il
cardinale, malgrado la consistente esperienza che
in fatto di calciobalilla e ping pong accomuna il
99 per cento dei preti, alla fine ha perso: sconfitta
raccontata in diretta dal cronista d'eccezione Bruno
Pizzul, il quale prima della partita ha esordito dicendo:
"Un saluto ai miei amici
del Wheelchair Hockey Campioni d'Italia".
Non erano gli unici sportivi di professione, i due
nemici di derby, ad aver manifestato con la loro presenza
una almeno ideale sintonia con ciò che il cardinale
avrebbe detto di lì a poco.
C'erano anche gli allenatori Lino Lardo dell'Armani
Jeans Basket e Adolf Insam dei Vipers Hockey.
C'era la campionessa di twirling Chiara Stefanazzi,
c'era il ginnasta d'oro di Atene Igor Cassina.
A tutti, e alle migliaia di ragazzi in particolare,
Tettamanzi ha infine chiesto: «Ma oggi, secondo
voi, se facessimo un presepe negli stadi, o sulle
piste di atletica, ci sarebbe posto per Gesù?
La mia risposta è sì, perché
gli sportivi che credono nei valori umani e cristiani
ci sono e sono tanti».
Forse certe domeniche bisognerebbe mettere in curva
uno striscione per ricordarselo.
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