e alla fine fu podio
Una grande avventura, una grande kermesse, una grande
esperienza chiusa con un bel risultato: lItalia
del wheelchair hockey sale sul podio ai primi campionati
europei di disciplina che si sono chiusi domenica 26 giugno
presso gli impianti delle Tre Fontane nella capitale.
I 10 leoni, così sono ormai chiamati gli atleti
di mister De Santis, hanno lasciato il proprio segno anche
sul podio della manifestazione continentale:
giocare
in casa è stato fantastico dice
il capitano della nazionale
Claudio Carelli
e se non ci fosse stato quel pizzico di sfortuna
la
finale sarebbe sicuramente arrivata.
In effetti è proprio così: dopo i primi
due giorni di vittorie della fase eliminatoria (battute
Belgio, Rep. Ceca e Finlandia) cè stato il
primo impatto con lhockey che conta: Germania, eterna
seconda ed eterna rivale degli azzurri, e i
marziani
dellOlanda con esperienza sportiva ormai trentennale
nel mondo del wheelchair hockey; due sconfitte che però
non hanno pregiudicato la qualificazione alla semifinale
europea proprio contro i tedeschi.
Una semifinale decisa da episodi
ha commentato il responsabile del settore tecnico nazionale
Sergio De Franceschi la nazionale
con la stella
Paul Emmering ha espresso sicuramente
un gioco tipicamente allItaliana, in vantaggio sulluno
a zero si sono chiusi in difesa subendo un assedio da
parte dei nostri leoni; se fossero stati un pizzico più
fortunati sicuramente almeno uno dei 14 tiri nello specchio
della porta sarebbe entrato. La partita si è
poi chiusa con il classico goal in contropiede dei tedeschi
che, sfruttando il
tutti in attacco
degli azzurri ha potuto chiudere la partita sul 2
0.
Nel pomeriggio di domenica è stata poi la volta
della sfida podio con il Belgio, travolto nellaltra
semifinale dagli Olandesi di
Kamal Tahtahi (premiato
come miglior giocatore del torneo), dove i dieci leoni
azzurri hanno sfogato tutta la loro voglia di rivincita
con la sorte dando spettacolo, segnando una valanga di
goal e prendendosi quella medaglia di bronzo fortemente
voluta.
In conclusione la soddisfazione da parte di tutto lo staff
tecnico azzurro e del Presidente Spinelli è stata
piena: il torneo ha mostrato dei livelli tecnici
di tutte le nazionali sicuramente superiori a quelli espressi
ai mondiali di Helsinki dello scorso anno, giocare a quasi
35° gradi non è stato facile per nessuno, ed
il valore tecnico messo in campo dalla Nazionale italiana
è stato altrettanto alto.
I ragazzi hanno mantenuto alto il valore della maglia
che indossano, della federazione e del Comitato Parolimpico
Italiano che ringrazio per la collaborazione piena che
ci ha dato e ci sta dando.
Da riferire sicuramente i momenti di commozione espressi
da tutta la delegazione azzurra, quando il
leone
numero 6
Andrea Venuto, con il bronzo
al collo, annunciava il suo abbandono allhockey
giocato dopo quattro anni intensi e pieni di soddisfazioni.
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Ufficio stampa FIWH